sinergianaturale

Pachamama ecosistema universo spiritualità umani

Fukuoka


La rivoluzione del filo di paglia.
Frasi estratte dal libro con il punto di vista di far trasparire il pensiero di Fukuoka al di là delle specifiche tecniche colturali. In sostanza, ciò che dello scritto di questo autore mi ha profondamente risuonato chiarendo ed esplicitando ciò che dal mio interno cerca di manifestarsi. Un incoraggiamento alla sperimentazione e al ritorno alla “fonte”, una comunione con la mia spinta di vivere l’esperienza. Stefania Travagin 23-01-2012

Dall’introduzione: -Fukuoka è convinto che l’agricoltura naturale sia una conseguenza dello stato di salute spirituale della persona. Perciò considera che il risanamento della terra e la purificazione dello spirito umano siano parte dello stesso processo e propone un modo di vivere e coltivare in cui questo processo possa svolgersi.-

“L’umanità non sa assolutamente nulla. Nessuna cosa ha valore in sé stessa e ogni azione è inutile, senza senso”

“Da questa parte c’è il molo. Dalla parte opposta c’è il pontile n.4. Se si pensa che la vita è da questa parte, allora la morte è dall’altra. Se si vuole liberarsi dall’idea della morte, bisogna liberarsi dalla nozione che la vita è da questa parte. La vita e la morte sono una cosa sola.”

La maniera normale di sviluppare un nuovo metodo è domandarsi: “E se si provasse questo?E se si provasse quest’altro?” introducendo diverse tecniche l’una sull’altra. Questa è agricoltura moderna e si risolve solo nel rendere più occupato il coltivatore.
Io facevo il contrario. Cercavo un modo simpatico, naturale di coltivare che si risolvesse nel rendere il lavoro più facile invece che più duro. “E se si provasse a non fare questo? E se si provasse a non fare quest’altro?”… arrivai alla conclusione che non c’era alcun bisogno di arare, di dare fertilizzanti, di fare il composto, di usare insetticidi…sono poche le pratiche agricole veramente necessarie.

La ragione per cui le tecniche avanzate sembrano necessarie è che l’equilibrio naturale è stato precedentemente così sconvolto a causa di quelle stesse tecniche che la terra è diventata tale da non poter fare a meno di loro.
Questa logica non vale solo per l’agricoltura ma anche per altri aspetti della società umana. I dottori e la medicina diventano necessari quando la gente si costruisce un ambiente malato. La scolarità istituzionale e la scuola pubblica dell’obbligo non hanno alcun valore in se stesse, ma diventano necessarie quando l’umanità crea delle condizioni in cui bisogna diventare “istruiti” per tirare avanti…. Quanto più la società umana si separa da una vita vicina alla natura, la scolarizzazione diventa necessaria.

Nella misura in cui la gente si allontana dalla natura, ruota sempre più lontano dal centro.

L’ironia è che la scienza è servita soltanto a mostrare quanto sia scarso l’umano sapere.

I ricercatori, prima di diventare ricercatori, dovrebbero diventare filosofi. Dovrebbero guardare qual è il fine dell’essere umano, cos’è che l’umanità dovrebbe creare.

Finchè la consapevolezza di ciascuno non verrà trasformata dalle fondamenta l’inquinamento non si fermerà.

I prodotti coltivati in modo innaturale soddisfano i desideri superficiali della gente ma indeboliscono il corpo umano e ne alterano la chimica in modo tale da renderlo dipendente da tali alimenti. Quando succede questo diventano necessari i supplementi vitaminici e i farmaci. Questa situazione crea solo fatica per il coltivatore e sofferenze per il consumatore.

L’obiettivo è di avere solo poca gente sui campi… secondo me l’ideale sarebbe che il 100% della popolazione coltivasse la terra… Se a ogni singola persona venissero dati mille metri quadri di terra arabile, sarebbe più che sufficiente al sostentamento della famiglia per tutto l’anno. Se poi venisse praticata l’agricoltura naturale, un contadino avrebbe anche un sacco di tempo per la libertà e le attività sociali nella comunità di villaggio…

L’esagerazione dei desideri è la causa fondamentale che ha portato il mondo all’attuale situazione.
Presto, invece che piano; più, invece che meno: questo “sviluppo”… è servito soltanto a separare l’uomo dalla natura. L’umanità deve smettere di lasciarsi andare al desiderio di possessi e guadagni materiali e muoversi invece verso una consapevolezza spirituale.

Una vita di agricoltura su piccola scala può apparire primitiva, ma vivendola diventa possibile contemplare la Grande Via.

Non ho una particolare simpatia per la parola “lavoro”. Gli esseri umani sono i soli animali che devono lavorare, e penso che questa sia la cosa più ridicola che esista al mondo.

L’agricoltura naturale Mahayana nasce da sola quando esiste un’unità tra uomo e natura. Si conforma alla natura com’è, alla mente com’è. Deriva dalla convinzione che se la persona abbandona temporaneamente la volontà umana e si lascia guidare dalla natura, questa risponde provvedendo tutto.

Non c’è modo con cui la conoscenza non-discriminante possa essere realizzata, se non con l’intuizione diretta… in realtà è una conoscenza che deriva da una fonte che non si può definire in parole.

Se ti aspetti un mondo luminoso dall’altra parte della galleria, il buio della galleria dura ancora più a lungo. Quando non vuoi più mangiare qualcosa che ha un buon sapore, puoi assaporare il vero sapore di qualsiasi cosa stai mangiando.

Se la gente si procurerà il cibo “senza-mente”… può raggiungere una dieta naturale perfetta.

Le cose hanno molti colori, forme, e sapori diversi e le menti delle persone passano, di qua e di là, attratte dalle varie qualità delle cose. Ma in realtà la materia e la mente sono una cosa sola.

Il giusto nutrimento è inseparabile dal buon sapore…
Il cibo e l’agricoltura sono due facce di un unico corpo…”giusto cibo, giusta azione, giusta consapevolezza”.

Le notti d’autunno sono lunghe e fredde. Il tempo sarebbe bene spenderlo a guardare la brace ardente, con le mani pigiate attorno a una calda tazza di the.

Tutto quello che uno deve fare per conoscere la natura è rendersi conto di non conoscere veramente nulla…Quando uno abbandona il sapere discriminante, la conoscenza non discriminante nasce e cresce da sola dentro di lui. Se non cerca di pensare che sa, se non si preoccupa di capire, verrà il tempo in cui capirà. Non c’è altra via che attraverso la distruzione dell’ego, mettendo da parte il pensiero che gli esseri umani esistono come separati da cielo e terra.

Non esiste né la vita, né la morte…il mondo stesso è un’unità di materia dentro il flusso dell’esperienza…La mente arriva a credere nell’assoluta validità di quello che i sensi percepiscono e allora, per la prima volta, la materia si trasforma in oggetti come gli esseri umani li percepiscono normalmente.

I combustibili sono fatti tutti della stessa materia vegetale… Il gasolio e il cherosene hanno solo fatto un cammino più lungo (dei rami di cedro e pino) per arrivare fin qua.

L’idea di fenomeni relativi è una struttura data dall’esperienza dell’intelletto umano.

L’amore e l’odio che salgono negli occhi degli adulti, originariamente non erano due cose separate…Solo entrando in un mondo assoluto di non apparenze, è possibile evitare di perdersi nella doppiezza del mondo fenomenico.

L’atto di difendersi è già un attacco.
Tutte le consapevoli distinzioni sorgono contemporaneamente e sono tutte sbagliate.

Arrotare il falcetto invece che la spada… la chiave per la pace si trova vicino alla terra.

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